Il sacrificio di una madre in Harry Potter

La saga di Harry Potter è caratterizzata da una storia complicata, ricca di elementi, personaggi, trame secondarie, avventure e misteri. Classificato come una storia fantasy in cui è presente l’eterna lotta fra il bene e il male, Harry Potter evidenzia anche moltissimi altri temi, quali ad esempio l’amicizia, la crescita, la fiducia, i pregiudizi e l’amore. Un amore quale fondamento dell’intera complessa e articolata costruzione di una storia che, nel suo intero percorso, sottolinea quale sia l’importanza e la capacità di sacrificio di una madre.

Tre madri nella saga di Harry Potter

Un elemento che serve a caratterizzare e a riconoscere la maggior parte dei personaggi della saga è il loro rapporto con i genitori. Che sia stravagante e divertente come il rapporto padre-figlia (Luna e Xenophilius Lovegood) o che sia il risultato di una tragedia (genitori di Neville, torturati fino alla pazzia da Bellatrix Lestrange), è il rapporto con i genitori a identificare e caratterizzare le azioni di un personaggio. Come sacrificio di una madre, nei libri, viene evidenziato da subito quello compiuto da Lily Potter per Harry. In questo caso specifico una madre dà la propria vita per proteggere quella del figlio. J. K. Rowling è andata oltre; non ha lasciato solo a Lily il ruolo di portavoce del sacrificio e dell’amore eterno di una madre per i propri figli, ma ha affidato questo ruolo anche ad altre donne, di notevole carattere: Molly Weasley e Narcissa Malfoy.

Lily Potter e il suo sacrificio

Madre del protagonista, Lily Potter è un personaggio che viene nominato pochissime volte nell’arco dei sette libri, ma che è sempre presente in ogni aspetto, in ogni momento della vita del figlio. Lily Potter rappresenta la madre che non c’è più, ma che veglia sempre e in modo inesorabile sul proprio figlio. L’enorme solitudine, il senso di vuoto che Harry si porta appresso da quando è neonato, la mancanza di una famiglia, di amore, di conforto e sicurezza sono per lui dei motivi di smarrimento. Si sente solo, arrabbiato e vuole vendicarsi di chi gli ha strappato la propria famiglia. La scrittrice, più volte, ripete attraverso i propri personaggi che la morte è solo un passaggio, ma che le persone che amiamo e che ci amano non ci abbandonano mai. L’amore supera i confini e i limiti della morte, proiettando una protezione molto più forte di qualsiasi magia oscura, una difesa impenetrabile e duratura nel tempo, che prevede la costante presenza dei nostri cari nella nostra memoria, nel nostro essere e nel nostro cuore.

Essere stati amati tanto profondamente ci protegge per sempre, anche quando la persona che ci ha amati non c’è più. È una cosa che ti resta dentro, nella pelle.

 “Harry Potter e la Pietra Filosofale” di J. K. Rowling.

Dando la propria vita, Lily ha creato una protezione senza precedenti: ha scatenato una magia complessa e antica, in modo da impedire a Voldemort anche solo di toccare suo figlio. La nostalgia, il desiderio di Harry di poter vedere, di poter parlare con i suoi genitori è presente in tutta la saga, scatenandosi, nel settimo libro, in un dolcissimo momento all’entrata della Foresta Proibita, quando Harry usa la pietra della resurrezione per poter andare incontro alla morte, con a fianco le persone che ha perso e amato in vita. (La Rowling descrive il sorriso di Lily come quello più ampio.) Madre e figlio si guardano per dei momenti interminabili in cui entrambi si beano della presenza reciproca, in quell’unico momento consentito loro per stare insieme. L’eroe che sta per affrontare, in piena coscienza, la propria morte, desidera solo che sua madre gli stia vicino nel momento fatidico in cui incrocerà i terribili occhi di Voldemort e il fascio verde che scaturirà dalla bacchetta del mago oscuro lo colpirà per strappargli la vita.

Molly Weasley

Molly è ‘la madre’ della saga, madre dei sette fratelli Weasley, e madre adottiva di Harry (e per esteso, dei fan). Molly incarna l’ideale della madre di famiglia, affettuosa, gentile ma severa, che mette i propri cari al primo posto. Si preoccupa sempre di far mangiare i suoi figli e i suoi amici, riversando nei pasti, che prepara a casa, tutto l’amore che prova. Il cibo rappresenta il suo modo di coccolare e di nutrire, anche emotivamente, i suoi figli e i loro amici. Molly è anche la madre che si arrabbia e litiga con i gemelli Fred e George per la loro sconsideratezza, per la loro mancanza di disciplina e senso del dovere, prima di lasciarli andare alla Coppa del Mondo di Quidditch. Al loro ritorno Molly è disperata. Durante l’attacco dei Mangiamorte alla Coppa del Mondo si rende conto che sarebbero potuti morire e che il loro ultimo momento insieme sarebbe stato un litigio. Molly è sconvolta, in quanto la sua più grande paura, come dimostra il suo molliccio, è proprio perdere i propri figli. Non riesce a perdonarsi il fatto di averli lasciati andare senza aver chiarito e senza averli abbracciati. Qui Molly mette da parte la propria severità per dimostrare la fragilità di una madre che teme per l’incolumità e la sicurezza dei propri figli, pentendosi di aver ceduto alla rabbia, dimenticando di non lasciare mai uscire di casa chi ci è vicino, senza avergli prima detto quanto lo si ama e senza abbracciarlo. Una madre disperata, che alla fine vede avverarsi il suo peggiore incubo. Una scena molto forte a livello emotivo è la descrizione di Molly che piange, nel settimo libro, con il volto sul petto del figlio Fred, senza vita.

Molly Weasley e il ‘suo’ Harry Potter

Fin da subito Molly accetta Harry e lo fa sentire parte della famiglia. Proprio come se fossero i suoi veri genitori Molly e Arthur Weasley litigano per decidere quanto e cosa è meglio dire e tacere a Harry riguardo la fuga di Sirius Black, o le implicazioni e i misteri dell’Ordine della Fenice. Molly si sente responsabile per Harry, come se fosse una madre ‘sostitutiva’ tanto da arrivare a litigare con Sirius riguardo chi può decidere per lui.

“Non è tuo figlio” mormorò Sirius.
“È come se lo fosse” ribatté la signora Weasley con forza. “Chi altri ha?”
“Ha me!”
“Sì” disse la signora Weasley, con il labbro arricciato, “però ti è stato abbastanza difficile prenderti cura di lui mentre eri rinchiuso ad Azkaban, vero?”
Sirius fece per alzarsi.
“Molly, non sei la sola persona a questo tavolo che si preoccupa per Harry” intervenne Lupin asciutto. “Sirius, siediti”.

“Harry Potter e l’Ordine della Fenice” di J. K. Rowling

Un sentimento e una responsabilità che sente ancora più sua quando Sirius muore. A prova di ciò, Molly si presenta per Harry poco prima della terza prova del Torneo Tremaghi, quando ai campioni è concessa una visita da parte della famiglia. Allo stesso modo, alla fine del quarto libro, quando Harry, tornato dal cimitero si trova in infermeria, Molly è al suo fianco accarezzando le lenzuola, con le lacrime agli occhi, come se sul lettino ci fosse suo figlio. Molly diventa la figura premurosa, affettuosa che cerca di fare del proprio meglio per garantire un po’ di tranquillità e amore a un ragazzo che ha perso la figura materna. Proprio come una vera madre capisce Harry dallo sguardo e lo rassicura, dicendogli che non è colpa sua per il tragico destino di Cedric. Senza nemmeno parlare, riesce a leggere le emozioni sul suo viso. Senza mai barcollare, diventa un pilastro d’appoggio fisico ed emotivo per Harry. Molly Weasley non cede. Anche quando è stanca, piegata in due dai faticosi compiti di organizzare un intero matrimonio per il figlio Bill, chiede a Harry come desidera festeggiare il proprio diciassettesimo compleanno. Mente riguardo la fatica, dicendo di farcela, e prepara ad Harry una serata di festa, una cena e una splendida torta a forma di boccino d’oro. Come tradizione famigliare, anche Harry riceve un orologio d’oro per il compimento della maggiore età, lo stesso regalo che hanno ricevuto anche i giovani Weasley, un ulteriore modo per far capire a Harry che lui, per lei, è come un figlio. Uno dei momenti più dolci della loro relazione si può riassumere nell’abbraccio che le regala Harry, in cui lui cerca di trasmetterle tutto il ringraziamento e il riconoscimento che non è mai riuscito a spiegare a parole, per tutti gli anni passati in cui lei si è presa cura di lui, senza mai chiedere nulla in cambio.

Molly Weasley e la potenza di una madre

Molly è una madre amorevole e dolce ma allo stesso tempo è pronta a uccidere chiunque osi fare del male ai propri figli; anche se si tratta della più fedele servitrice di Voldemort. La lotta fra Molly e Bellatrix è una delle più significative. Bellatrix combatte contro Hermione, Ginny e Luna ma quando l’anatema che uccide passo poco distante da Ginny, Molly diventa una furia. Allontana le ragazze dal campo di battaglia e ordina a tutti di non intervenire in suo aiuto. Bellatrix è sua, e solo sua. La potenza dell’amore di Molly si trasforma in una forza incredibile, in un duello magico potente ed elevato. La figura che siamo stati abituati a vedere in un contesto casalingo, con il grembiule, davanti a una pentola si trasforma in una guerriera senza paura, senza pietà e senza scrupoli. In un ultimo combattimento spietato Molly avvisa Bellatrix che non toccherà mai più i suoi figli, proprio prima di scagliarle una maledizione fatale in pieno petto. Molly diventa una madre che uccide per proteggere la vita dei propri figli.

Narcissa Malfoy

In netto contrasto al caloroso amore della famiglia Weasley, troviamo la fredda ma unita famiglia Malfoy. Narcissa viene subito descritta come una donna che sarebbe molto carina, se non fosse così altezzosa, considerandosi superiore per il proprio stato di purosangue. Narcissa Malfoy è elegante, consapevole del proprio status sociale, ma allo stesso tempo è una donna furba, egoista e che sa come muoversi per proteggere ciò che ha più a cuore: suo figlio Draco. Fredda e distaccata, Narcissa rappresenta la madre che non deve apparire debole, che deve rispettare i canoni richiesti dal suo stato sociale, dalla sua posizione e dal ruolo di moglie di un importante membro della gerarchia dei Mangiamorte. Perfino la sorella Bellatrix le dice che dovrebbe essere fiera di offrire suo figlio a Voldemort. Ma Narcissa è consapevole che i compiti affidati a Draco dal Signore Oscuro sono solo un modo per infliggere dolore, pena e che sono solo una punizione per gli insuccessi di suo marito Lucius. Narcissa, rischiando di essere considerata una traditrice, si reca da Severus Piton per chiedergli protezione su Draco. È spaventata ma determinata.

Non c’è più niente che non oserei!

Mio figlio… il mio unico figlio…

“Harry Potter e il Principe Mezzosangue” di J. K. Rowling

Quando Piton acconsente di aiutare Draco nell’arduo compito a lui designato, Narcissa in preda a incontrollabili lacrime, perdendo la propria compostezza, si accascia ai piedi di Piton, baciandogli una mano, ma pur sempre pretendendo un voto infrangibile, in modo da garantire una protezione completa e sicura per il proprio figlio. In questo momento di apparente debolezza, ma in realtà di grande forza, Narcissa dimostra di essere una madre che ama profondamente il proprio figlio, mettendo qualsiasi altra cosa, in secondo piano, anche il trionfo di Voldemort. Narcissa, proprio come Molly e Lily, è pronta a difendere la propria famiglia ed è la sua forza che permette a Lucius e a Draco di andare avanti. Quando Voldemort richiede la bacchetta di Lucius, è Narcissa a stringergli il polso per dargli forza, come è sempre lei a scuotere leggermente il capo per far intendere a un Draco terrorizzato di non rispondere quando Voldemort lo deride, a causa della parentela con Andromeda, la madre di Tonks. Narcissa dimostra di essere una madre protettiva, che richiede rispetto per suo figlio, ammonendo Bellatrix di non osare parlare a lui in tono sprezzante, quando lo definisce troppo debole per finire alcuni prigionieri. Dopo gli avvenimenti a Villa Malfoy che vedono Harry scappare assieme a Ron e Hermione, dopo aver preso la bacchetta di Draco, Narcissa, per far tornare a scuola suo figlio, gli consegna la propria, restando quindi disarmata e inerme. Entrambi i genitori di Draco si trovano quindi senza bacchetta al cospetto di Voldemort. I signori Malfoy verso la fine del volume sette della saga, sono terrorizzati e ansiosi. Hanno paura per la sorte del figlio che è rinchiuso nel castello che il loro stesso esercito sta mettendo sotto assedio. Quando Harry entra nella foresta proibita per consegnarsi a Voldemort, vede i due coniugi in preda all’ansia e alla paura.

Narcissa Malfoy e il potere di una madre

Alla fine della storia J. K. Rowling decide di dimostrare ancora una volta il potere di una madre. Voldemort ha lanciato l’anatema che uccide su Harry Potter e manda Narcissa Malfoy a controllare se il ragazzo è ancora vivo. Harry si ritrova delle mani delicate che gli toccano il viso, che si insinuano sotto la maglia per arrivare al petto e avvertire l’eventuale battito cardiaco. In uno dei momenti di maggior tensione, Narcissa chiede ad Harry se Draco è vivo e se è all’interno del castello. Alla risposta affermativa del ragazzo, la signora Malfoy, pur conoscendo l’abilità e la capacità di Voldemort di leggere nella mente delle persone per scovare i bugiardi, decide di mentire. Mente per salvare suo figlio, perché è consapevole che la, seppur finta, morte di Harry Potter porterebbe l’esercito a marciare e a entrare nel castello, in cui lei ritroverebbe Draco. Noncurante della sorte della guerra, di ciò per cui suo marito ha lottato, decide di agire per poter riunirsi al figlio. Alla fine della battaglia si può vedere il vero e unico desiderio, l’unica cosa che conta per i tre Malfoy: la propria famiglia. Lucius, Narcissa e Draco sono stretti uno all’altro, trovandosi fra i membri dell’Ordine della Fenice nel bel mezzo della Sala Grande, chiedendosi se a loro è consentito restare lì, quando sono stati i primi a sostenere i terribili piani di Voldemort.

Le caratteristiche comuni alle tre madri

Il sacrificio di una madre e di conseguenza l’eterno, indissolubile amore per i propri figli, è il tema ricorrente in tutti i sette libri, su cui si fonda l’intera storia. I tre personaggi di Lily, Molly e Narcissa appaiono molto diversi, appartengono a schieramenti opposti e hanno un modo di fare e delle idee molto diverse una dall’altra, ma hanno una caratteristica che le accomuna: l’essere madri protettive e pronte al sacrificio. Le tre donne affrontano delle sfide difficili per i propri figli, correndo rischi mortali. Lily poteva essere risparmiata da Voldemort, ma decide di non muoversi, di fare da scudo protettivo con il proprio corpo al figlio, affrontando la morte con coraggio e determinazione, sottolineando come considerasse la vita di Harry più preziosa della propria. Molly Weasley, nella lotta con Bellatrix, decide di uccidere colei che osa toccare i propri figli. L’assassinio, che crea una lacerazione della propria anima, una delle azioni peggiori che un essere umano possa eseguire, è un atto che Molly è disposta a compiere quando è la vita dei suoi figli a essere in pericolo. Molly non si interessa della propria anima, della propria coscienza, o etica morale. Per i propri figli, è disposta a mettere da parte sé stessa, la propria integrità, per poter garantire loro la vita e la sicurezza. Non solo, è sicura e determinata, certa della propria volontà di voler finire Bellatrix, ma pretende di essere sola nell’affrontarla, per scatenare la sua ira: l’ira di una madre leonessa che colpisce con ferocia chiunque tenti di attaccare i propri cuccioli. Narcissa, invece, rappresenta la forza, la disciplina di una mente calcolatrice, una madre che è pronta a mentire a chi è un abile legilimens, con il rischio di essere scoperta e uccisa, pur di poter andare dal proprio figlio.

Harry Potter viene salvato più volte da una madre

Fin qui abbiamo parlato di come ognuno dei tre personaggi citati si sacrifichi per il proprio figlio. Ma Harry Potter, che relazione ha con le tre madri della saga? Abbiamo già descritto la relazione con la madre, Lily, ora vediamo come sia Molly che Narcissa abbiano giocato un ruolo significativo nella vita e nello sviluppo della storia. Molly diventa la donna che si prende cura e che cerca di sostenere Harry, lo aiuta e lo cresce come se fosse un suo figlio. È una donna che si prende carico, senza alcuna richiesta esterna, di un giovane ragazzo, amico di suo figlio. Senza sostituire Lily, Molly diventa la più importante figura materna per Harry. Prova a salvarlo dai dolori della vita, cerca di rendergli le cose più facili, si preoccupa della sua salute e dei suoi oggetti personali, ad esempio lavando e stirando il suo completo migliore, per fargli fare una buona impressione, come nel giorno del processo all’inizio del quinto libro. Nel contempo, anche Narcissa Malfoy è una madre che gioca un ruolo importantissimo nella vita di Harry: lo salva e lo protegge da Voldemort. Narcissa agisce per uno scopo personale, ma è l’ennesima madre che lo protegge. Mentendo a Voldemort sullo stato di Harry, Narcissa gli dona la possibilità di vincere. Gli permette di ideare un piano e arrivare a porre fine alla vita del mago oscuro. Un aspetto curato e ben gestito dalla scrittrice inglese. Le madri della saga svolgono un ruolo cruciale nella storia del giovane mago, che viene spesso aiutato, nei momenti di maggior difficoltà da queste tre figure: dalla propria madre, dalla signora che decide di accettarlo come suo figlio, e dalla donna che è disposta a tradire il proprio schieramento e i propri ideali per amore.

L’amore di una madre non svanisce ed è più forte di qualunque magia

La Rowling ha voluto sottolineare e rimarcare moltissime volte l’importanza di questo sentimento. L’amore è l’arma che Voldemort non possiede ed è l’unica magia che non è in grado di comprendere. Essendo egli stesso nato per un inganno, da un’unione forzata da un filtro d’amore e non da un sentimento puro e da un legame affettivo forte fra due anime destinate a incontrarsi, Voldemort è per natura incapace di comprendere e provare amore. Le tre donne, le tre madri della saga sono portatrici, per motivi e scopi diversi, della potenza e della vera forza della magia più antica e più intensa: l’amore. Una magia che supera ogni limite, che supera il tempo, lo spazio e che possiamo trovare dentro di noi, anche se le persone che ci hanno trasmesso questa fonte di magia hanno superato il velo che li separa dal nostro mondo.

Non provare pietà per i morti, Harry. Prova pietà per i vivi e soprattutto per coloro che vivono senza amore.

“Harry Potter e i Doni della Morte” di J. K. Rowling

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