STAR WARS: redenzione di un personaggio

Le origini del Prescelto

Anakin Skywalker ha ucciso in modo brutale dei bambini Jedi. Ha sterminato i Sabbipodi per pura vendetta personale. Ha permesso il crollo della Repubblica e ha contribuito alla fondazione di un Impero guidato da uno dei più crudeli Signori dei Sith. Può un personaggio simile meritare la redenzione?
In questo articolo scopriremo la figura di Anakin Skywalker, analizzando le azioni, le cause e le motivazioni, la sua storia e la sua psicologia in modo da poter comprendere appieno uno dei più complicati personaggi mai portati su grande schermo.
Riferendoci alle due trilogie, quella originale e la prequel, quindi i sei film compresi fra Episodio 1 ed Episodio 6, possiamo affermare che il vero protagonista dell’intera storia è Anakin Skywalker.

Anakin: personaggio complesso

Considerato il Prescelto, colui che sarà capace di riportare l’equilibrio nella Forza, Anakin è un personaggio complesso, la cui storia necessita di essere trattata con molta attenzione. Nato per volere della Forza, il giovane Skywalker dimostra subito il proprio talento, la propria capacità e il proprio potere, tanto da catturare l’attenzione del Supremo Cancelliere Palpatine. Il codice Jedi è, però, molto rigido e il giovane non possiede l’autocontrollo richiesto per poter diventare un Cavaliere Jedi.

La paura della perdita

Nella strada che lo porterà alla propria caduta Anakin cederà alla rabbia, all’amore e alla paura. In Anakin Skywalker si nasconde da troppo tempo un timore radicato, forte, che ha ormai attecchito troppo a fondo nel suo giovane cuore: la paura della perdita di chi si ama. La morte di sua madre lo ha portato alla vendetta, a uccidere il popolo che l’ha resa prigioniera. Riuscire a rivederla per l’ultima volta non è stato abbastanza per il giovane, il quale non ha saputo controllare la propria rabbia, cedendo all’odio, alla volontà di uccidere senza pietà alcuna, senza distinzione alcuna. Un cuore segnato dal dolore, un’anima macchiata di sangue. Un comportamento indegno per un Cavaliere dell’ordine dei Jedi.

Anakin: già un giovane ribelle

La stessa paura vissuta con la madre si ripete successivamente con la moglie. Anakin non ha imparato la lezione, non ascolta i consigli del saggio maestro Yoda e cede davanti al sogno di poter usare la Forza per impedire la morte di una persona amata. Già nella sua gioventù possiamo vedere un giovane ribelle, incapace di rispettare le regole e di gestire i propri sentimenti. Il problema principale di Anakin è la mancanza di autocontrollo delle emozioni. Un Jedi deve distaccarsi dai propri desideri, dal proprio essere per poter permettere la volontà della Forza.

La trasformazione di Anakin in Darth Vader

“Ti hanno mai detto della tragica fine di Darth Plagueis il Saggio?”
“No.”
“Lo immaginavo. È una storia che i Jedi non raccontano. È una leggenda Sith. Darth Plagueis era un Signore Oscuro dei Sith, così potente e così sapiente da poter usare la Forza per indurre i Midi-Chlorian a creare… la Vita. Aveva tale conoscenza del Lato Oscuro che riusciva a impedire a coloro che amava di morire.”
Darth Sidious dal film ‘La Vendetta dei Sith’.

La decisione di seguire Palpatine sancisce la sua caduta nel Lato Oscuro, trasformandolo così in Darth Vader (Dart Fener nella versione italiana). Quando Darth Vader, dopo aver combattuto contro Obi-Wan è ormai prossimo alla morte, viene salvato da Darth Sidious, ma questo richiede la morte di Padmé.
Il Signore Oscuro dei Sith ha ingannato Anakin, portandolo alla via del male, sfruttando la sua paura più recondita, la sua debolezza, la sua fragilità emotiva.

L'errore di Anakin

La fiducia riposta da Anakin in Palpatine, o Sidious, è un terribile errore che il giovane pagherà per il resto della sua vita. Lui stesso verrà tradito, proprio da chi gli ha promesso il potere necessario per salvare Padmé.
Oltre al dolore della perdita, al dolore fisico, alla realizzazione del male di cui si è macchiato, ad Anakin si aggiunge il senso di colpa. Il futuro imperatore, infatti, gli fa credere che in un momento di rabbia sia stato lui stesso a strappare la vita alla donna che ha sempre amato. Vader non ha più una scelta; non gli rimane altro che obbedire e servire il suo nuovo Maestro, seguendolo nelle crudeltà e nella distruzione.
Solamente quando scopre che Luke è suo figlio, solo allora, le mura di protezione che nascondono Anakin Skywalker dietro la maschera di Darth Vader iniziano a screpolarsi. Luke vede in lui una speranza, una luce, una possibilità di redenzione.

La redenzione di un personaggio fittizio

La redenzione. Cosa intendiamo con questo termine quando stiamo trattando personaggi fittizi appartenenti alla letteratura o al cinema?
In questi casi possiamo ricondurre il significato della parola redenzione a un’inversione di rotta. Stiamo parlando di una trasformazione di un personaggio, quindi del suo arco narrativo, in cui lo vedremo passare da uno stato negativo, malvagio, di errore a uno stato positivo, buono, corretto. Il personaggio in questione, molto spesso, abbandona la vecchia via, quella sbagliata, per quella riconosciuta come la “retta via”, seguita dai personaggi buoni della storia.
Il personaggio redento cambia ideologia, vive un momento di epifania, inizia a ragionare, a vedere le cose da un altro punto di vista, vive un conflitto interiore molto forte, deve superare delle prove, dei concetti, dei pregiudizi e deve dimostrarsi meritevole di una seconda possibilità, di potersi riscattare, compiendo azioni che possano portarlo al perdono da parte di sé stesso e degli altri.

Anakin Skywalker: personaggio redento oppure no?

Anakin Skywalker è indirettamente responsabile della morte di Padmé. Il suo tentativo di salvarla gli si ritorce contro e l’inganno più fine e subdolo di Darth Sidious può compiersi, tracciando per sempre il destino del giovane apprendista. Il senso di colpa, la rabbia verso sé stesso e il dolore della perdita contribuiscono alla caduta definitiva del personaggio di Anakin, ormai legato per sempre al Lato Oscuro e privato della speranza di poter avere una vita e una famiglia con la donna che ama. Negli anni successivi Darth Vader si macchia di nuovi e continui crimini, uccidendo, torturando, sottomettendosi al volere del suo Maestro. La lista di azioni crudeli e irreversibili si allunga. Un personaggio che ha ucciso bambini Jedi, contribuito alla caduta della Repubblica, sostenuto le idee del nuovo Imperatore e macchiato di crimini imperdonabili può meritare e guadagnarsi la redenzione?

La possibilità di una redenzione

L’arrivo di suo figlio Luke permette a Darth Vader di vedere una possibilità: quella di poter finalmente liberarsi del suo Signore. Vader propone a Luke di unirsi a lui per detronizzare l’Imperatore e poter governare sulla Galassia come padre e figlio. Un pensiero dettato più da una vendetta personale nei confronti del proprio maestro, un rispettare la Regola dei Due dei Sith, in cui esiste sempre un solo maestro e un solo apprendista, il cui compito è quello di liberarsi del proprio Signore per rivendicarne il titolo, per poi iniziare la ricerca di un nuovo discepolo da istruire. Non è però una scelta dettata da motivazioni morali, dal desiderio di voler fare del bene. Qui Vader non vuole agire per il benessere della Galassia o perché desideroso di fare “ciò che è giusto”. La sua parte oscura prevale ancora, portandolo a ideare un piano in cui sfruttare la forza e il potere del figlio per compiere la propria vendetta personale, non per salvare tutti dalla furia dell’Impero. Le cose cambiano quando Luke gli dimostra di credere in lui, di credere che dentro e dietro la maschera di Darth Vader ci sia ancora umanità e ancora luce. Il Sith lo avverte che per lui ormai è troppo tardi. Sa che non può redimersi, è consapevole di aver consegnato la Galassia nelle mani di uno dei più crudeli Signori dei Sith, commettendo azioni orribili e ingiustificabili.

L'umanità ritrovata

“So che c’è del buono in te. L’imperatore non è riuscito del tutto a privartene”
Luke dal film ‘Il Ritorno dello Jedi’.

Luke e Vader si scambiano poche battute piene di significato. La realizzazione di aver ritrovato il figlio, vivo, accende nel Sith il conflitto interiore necessario per il cambiamento del personaggio. Definito come una macchina nelle mani dell’Imperatore, Vader inizia a ritornare umano, a porsi delle domande sul suo operato. Afferma di dover obbedire al proprio Signore, non per convinzione, ma perché così funziona il Lato Oscuro. Quando Luke si consegna alle truppe imperiali chiede a Vader di ritrovare sé stesso, abbandonando la rabbia e tornando a essere Anakin Skywalker, il suo vero padre. Il personaggio di Vader inizia a vacillare. All’inizio degli episodi 4 e 5 è forte e convinto dei proprio ideali. Nell’ultimo film della trilogia, dopo l’incontro con Luke, il conflitto interiore si espande sempre di più fino ad arrivare al suo momento massimo: quando l’Imperatore inizia a usare i fulmini di Forza su suo figlio, con l’intento di ucciderlo.

L'interpretazione

Seppur l’attore di Darth Vader non possa usare la mimica facciale per interpretare il ruolo, in quanto coperto da una maschera, riesce comunque a mostrare l’evoluzione del conflitto interno del personaggio. Il suo costante spostare lo sguardo dall’Imperatore al figlio che viene torturato, permette allo spettatore di sentire i pensieri, il tormento del personaggio che sta lottando e finalmente decide di agire. Pur sapendo che la propria tuta protettiva, il respiratore e la maschera non saranno capaci di sopportare la scarica dei fulmini di Forza, Vader decide di prendere l’Imperatore e scaraventarlo già per il reattore della Morte Nera.

Espiazione della colpa

Quando si parla di redenzione di un personaggio all’interno del suo arco narrativo, ci ritroviamo a un punto in cui dobbiamo fargli svolgere un’azione che possa portare all’espiazione della propria colpa.
Cosa significa questo?
In questo caso, decidere di salvare Luke, uccidere l’Imperatore e sacrificare sé stesso sono azioni che permettono al personaggio di Darth Vader di fare “ciò che è giusto”. La redenzione, nella maggior parte dei casi, richiede al personaggio il sacrificio estremo: la propria morte.
Il bene trionfa, il male viene sconfitto e il personaggio principale Luke è sano e salvo. Ma cosa succede al personaggio di Darth Vader?

La morte di Darth Vader

Gli spettatori, all’inizio impauriti e destabilizzati dalla presenza scenica di un personaggio così crudele, si ritrovano a provare emozioni contrastanti quando vedono la morte dello stesso.
Ha salvato la Galassia. Ha salvato Luke. Ha fatto la cosa giusta. Perché deve morire?
Per completare la sua redenzione Vader alla fine, deve morire. È il sacrificio massimo, ed è la fine di un cerchio, che permette al personaggio di ritrovare la pace, la serenità, sapendo di aver finalmente riguadagnato la propria libertà.

Il riconoscimento finale

La morte del personaggio redento viene però accompagnata da un altro elemento fondamentale: il riconoscimento finale.
Vader e Luke si riconoscono e si accettano come padre e figlio. Si ha una riconciliazione fra i due personaggi, i quali finalmente sono liberi di vedersi per quelli che sono e di parlarsi a cuore aperto.

“Luke, aiutami, toglimi la maschera.”
“Per una sola volta lascia che ti guardi con i miei veri occhi.”
Darth Vader dal film ‘Il Ritorno dello Jedi’

La richiesta di Darth Vader a Luke permette di vedere in modo concreto il cambiamento avvenuto all’interno del Sith. La maschera non è solo lo strumento che permette a Vader di respirare e di vivere, ma rappresenta la maschera che metaforicamente ha dovuto indossare, quando da Anakin Skywalker è diventato il braccio destro dell’Imperatore.

Anakin: il ritorno dello Jedi

La sua rimozione permette il ritorno dello Jedi, il ritorno di Anakin. Se prima il giovane da uomo si trasforma in macchina, adesso la macchina viene distrutta per permettere al personaggio di tornare uomo, di tornare a essere sé stesso, rivelando la propria vera identità, ritrovando la libertà che aveva perso molti anni addietro.

La nuova speranza

“Non ti lascerò qui. Devo salvarti.”
“Lo hai già fatto, Luke.”
Vader dal film ‘Il Ritorno dello Jedi’

Luke è stato la nuova speranza, la luce capace di riaccendere il bene che era ancora presente in Darth Vader. Attraverso Luke, Anakin si è risvegliato. Quando parliamo di redenzione, nei casi letterari, non diciamo di dimenticare o annullare le colpe e le innumerevoli azioni malvagie compiute da un personaggio, ma parliamo di un’espiazione della propria colpa. Le azioni compiute restano invariate, sono accadute e niente può cancellare il passato o far tornare le cose allo stato d’equilibrio iniziale.

Ristabilire l'equilibrio

Ciò che il personaggio è tenuto a fare è comprendere le proprie azioni e le conseguenze di queste ultime, cercando di rimediare, o, dove questo fosse impossibile, provando a purificarsi, sacrificando sé stesso per un bene superiore, in modo da ristabilire un equilibrio precedentemente distrutto.
Il giovane Anakin è il Prescelto per riportare l’equilibrio nella Forza, ed è quello che fa.
Attraverso un percorso complicato, oscuro, Anakin riporta l’equilibrio nella Forza.
Da notare è il cambiamento richiesto da George Lucas nella scena finale de “Il Ritorno dello Jedi”. Il regista chiese la sostituzione del Fantasma di Forza di Anakin, rimuovendo l’attore che interpreta lo Jedi in età avanzata, Sebastian Shaw, che possiamo vedere quando a Vader viene tolta la maschera, per poter inserire Hayden Christensen, il volto del giovane Skywalker.
Lucas, in questo modo, riuscì a unire le due trilogie, ma confermò soprattutto la redenzione di Anakin, rendendo il titolo “Il Ritorno dello Jedi” ancora più significativo.

Il cavaliere Jedi: storia di una redenzione

Quando Skywalker appare come Fantasma di Forza, è giovane, esattamente com’era quando è passato al Lato Oscuro. Questo rappresenta come la morte di Darth Vader non sia altro che il ritorno del cavaliere Jedi al Lato Chiaro della Forza, completando, a tutti gli effetti, la redenzione del personaggio.
La pace ritorna nella Galassia e i Sith sono stati distrutti. Nella Forza torna l’equilibrio. La Profezia si è compiuta grazie ad Anakin Skywalker, Cavaliere Jedi.
La storia del personaggio è lunga, complessa ma è un perfetto esempio di redenzione.
Se volete scrivere un racconto o un romanzo in cui desiderate far redimere un personaggio, vi consiglio di osservare con attenzione la storia di Anakin Skywalker.
Buona scrittura e che la Forza sia con voi.

4 commenti su “STAR WARS: redenzione di un personaggio”

  1. Articolo molto interessante e ben scritto. Effettivamente redimere un personaggio di un libro non è facile. Attendo il tuo prossimo articolo. Grazie:)

    1. Si può fare ma bisogna ben studiare il suo arco di trasformazione, la sua storia e le sue motivazioni. Non è mai facile gestire un personaggio, perché ogni sua mossa deve sempre risultare verosimile e coerente con il personaggio stesso.
      Grazie infinite per le gentili parole, mi fa immenso piacere. 🙂
      E… sì. Ci saranno altri articoli 😉

  2. Trovo la tua sia un’ottima analisi, ben strutturata ed hai scelto uno dei personaggi più complessi della letteratura moderna. Come può essere redento uno che ha sterminato un villaggio di sabbipodi, ucciso tutti i bambini Jedi indifesi e compiuto altre azioni terribili? Eppure in lui, ingannato e manipolato, è rimasta una fiamma, una tenue luce che nel momento più critico si risveglia e dona salvezza all’intera galassia distruggendo il vero nemico ‘chissene dell’episodio VII e successivi’.
    Davvero un’ottima analisi ed aspetto la prossima, rendendomi conto che un articolo del genere richiede moltissimo tempo… avrò pazienza
    Che la forza sia con te

    1. Esatto! Non è facile far redimere un personaggio, ma trovo che Anakin sia l’esempio perfetto. Segue tutti i passaggi necessari per la redenzione.
      Ti ringrazio per le gentili parole. E sì… presto arriveranno nuovi articoli. 🙂
      Che la Forza sia con te!

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